Il Fioramonti Day

Trasformare i sudditi in cittadini è un miracolo che solo la scuola può compiere. (Piero Calamandrei)

Il “caso” delle dimissioni del ministro Lorenzo Fioramonti, evento a cui non siamo abituati, deve innanzitutto essere interpretato come un disperato grido di allarme:  il sistema scuola è ormai al collasso !

Troppi anni caratterizzati da assoluta mancanza di investimenti adeguati, assenza di una visione di medio – lungo periodo, tagli sciagurati spacciati per riforme, finanziamenti più o meno occulti alle scuole private (in barba al dettato costituzionale), sperequazione sempre più netta tra atenei del Mezzogiorno ed atenei del centro – Nord.

L’istruzione, di fatto, appare sempre più come una sorta di privilegio e sempre meno come un inalienabile diritto costituzionale. Di più, quell’auspicabile salto di qualità dallo status di “suddito” allo status di cittadino non si è risolto per tutti in maniera compiuta. Questa pericolosissima deriva mette a rischio la stessa tenuta democratica del paese poiché “ il problema della democrazia si pone dunque, prima di tutto, come un problema di istruzione.(…) La democrazia deve, per dare i suoi frutti, essere consapevole scelta dei valori individuali operata non in una ristretta cerchia di privilegiati della cultura, ma nell’ambito di tutto un popolo reso capace dall’istruzione di giudicare i più degni.” (Piero Calamandrei)

Basta questo per comprendere l’assoluta necessità ed urgenza di porre con forza il problema dell’istruzione in cima all’agenda di governo e più in generale al centro del dibattito politico. Si tratterà, tuttavia, di una battaglia lunga e difficile: troppe forze e troppi interessi hanno sempre remato contro e continueranno a farlo. E di questo chi accetta di guidare il MIUR bisogna sia consapevole.

Confesso che, a caldo, le dimissioni del ministro Fioramonti hanno suscitato in me reazioni contrastanti. Di impulso ho pensato “ha fatto bene, la coerenza prima di tutto”! Quindi ho atteso che la polvere cominciasse a posarsi e nel mentre ciò avveniva ho preso a farmi delle domande, a leggere con calma quanto veniva scritto dai più diversi commentatori e soprattutto a rivedermi le sue dichiarazioni prima e dopo le dimissioni. Questo al fine di riuscire a formarmi un’idea il più possibile libera da input emotivi e/o pregiudiziali. Ho provato, pertanto, a “leggere” gli eventi contestualizzandoli poiché, come dice il Guicciardini, “è grande errore parlare delle cose del mondo indistintamente e assolutamente e, per dire così, per regola; perché quasi tutte hanno distinzione e eccezione per la varietà delle circunstanze, (…) e queste distinzione e eccezione bisogna le insegni la discrezione.”

Ecco, secondo me, il punto dirimente: l’educazione alla discrezione ovvero la capacità di “saper distinguere” ogni aspetto del caso in esame, visto nella “varietà delle circunstanze”. É questo il principio informatore che dovrebbe fungere da guida su come regolarsi di volta in volta in ogni singolo evento.

Personalmente ho plaudito alla nomina di Fioramonti alla guida del dicastero dell’istruzione. A differenza di tanti carneadi senz’arte né parte, piazzati lì solo per meriti di tessera e che hanno continuato l’opera di progressivi smantellamento e devastazione di ciò che rimaneva della (fu) scuola pubblica, Lorenzo Fioramonti mi è apparso fin da subito come la persona giusta al posto giusto: curriculum di tutto rispetto, anni di insegnamento all’estero, conoscenza fluente delle lingue. Chapeau !

E poi, cosa tutt’altro che secondaria, si è presentato come un combattente vero, un uomo che sa stare in trincea. Ripeto, la persona giusta al posto giusto.

Per questo, pur consapevole del fatto che la sua azione avrebbe incontrato numerosi ostacoli e muri di gomma, ero comunque fiducioso che la sua battaglia non sarebbe stata vana.

Tuttavia ancor prima di giurare da ministro aveva già individuato in 3 miliardi i fondi da destinare subito al comparto scuola in manovra di bilancio altrimenti, disse, si sarebbe dimesso all’istante.

Ora, dare l’aut aut prima ancora di giurare da ministro, per giunta di un governo nato in 48 ore, significa assestare una batosta a freddo ad un esecutivo figlio di una complicatissima (per usare un eufemismo !) gestazione. Sarebbe stato, piuttosto, molto più saggio evitare di partire con toni ultimativi ed impegnarsi, in veste di ministro, sia per far destinare al comparto scuola un quantitativo congruo di risorse (ovviamente nel medio periodo e non in due mesi o poco più) sia per avviare un profondo ripensamento dell’intero settore.

Del resto un governo nato a settembre e che deve presentare il bilancio a novembre non penso possa, in così breve tempo, riuscire a mettere sul tavolo 3 miliardi per la scuola. E ciò anche e soprattutto in considerazione del fatto che andavano reperiti subito 23 miliardi per il disinnesco delle clausole di salvaguardia.

Purtuttavia in queste condizioni sono stati destinati al MIUR circa 2 miliardi, oltre ai fondi per 50 mila nuovi assunti. Per quanto riguarda il resto delle risorse, il premier in persona aveva assicurato che sarebbero state disponibili nel 2020.

Del resto Fioramonti da viceministro all’istruzione nel precedente governo gialloverde queste risorse non le ha mai avute a disposizione. E non mi pare si sia dimesso! Anzi, in quella veste si è battuto meritoriamente per restituire alla scuola la dignità che merita ma, per sua stessa ammissione, era molto poco in sintonia con l’alleato leghista.

Nell’attuale governo, invece, aveva degli alleati che si definiscono di sinistra e che proprio per questo avrebbero dovuto essere più sensibili rispetto alle varie questioni inerenti al settore istruzione, università, ricerca. Quale occasione migliore, dunque, per metterli alla prova ed eventualmente stanarli? Lo so, ci ha provato, ha vinto qualche battaglia e ne ha perse altre e dopo qualche mese che fa? Semplice, se ne va.

No, caro Fioramonti, le sue dimissioni in questo momento non le capisco. Aveva il dovere preciso di rimanere ancora al suo posto per continuare le sue sacrosante battaglie e provando a fidarsi del premier, stante il suo giudizio di apprezzamento e stima nei confronti del presidente del consiglio sempre ribadito nelle sue dichiarazioni.

Caro Fioramonti, lei è senz’altro persona onesta e competente ma, direbbe il Guicciardini, in questa vicenda ha dimostrato scarsa educazione alla discrezione. Le sue condivisibilissime parole rivolte ai giovani affinché non smettano di lottare di fronte al “non si può fare”, in questo momento sanno più di beffa che non di incoraggiamento o esortazione.

Caro Fioramonti, sono sicuro che all’indomani del suo day of notoriety avrà molta materia su cui riflettere e saranno molti di più i rimpianti che le certezze.

Per quelli come me che avevano salutato con entusiasmo l’arrivo di un ministro ambientalista e di sinistra non rimane che prendere atto che anche lei si è lasciato fagocitare dalle miserie di questa politica politicante.

Una prece !

P.S.

A futura memoria, l’opinione del ministro Fioramonti sui risultati ottenuti:

“possiamo essere fieri di aver raggiunto risultati importanti: stop ai tagli, rivalutazione degli stipendi degli insegnanti (insufficiente, ma importante), copertura delle borse di studio per tutti gli idonei, approccio efficiente e partecipato per l’edilizia scolastica, sostegno ad alcuni enti di ricerca che rischiavano di chiudere e, infine, introduzione dell’educazione allo sviluppo sostenibile in tutte le scuole (la prima nazione al mondo a farlo). Il governo può fare ancora molto e bene per il paese se avrà il coraggio di cui abbiamo bisogno”.

2 pensieri su “Il Fioramonti Day”

  1. Analisi interessantissima. Mi complimento con Lei per come ha descritto il Suo pensiero in merito all’argomentazione, al tempo stesso condividendolo in ogni sua parte.

  2. Già, sistema scuola al collasso…
    Purtroppo la scuola, l’istruzione, non ha interessato nessuno dei governi che si sono succeduti almeno negli ultimi 40 anni. Continui tagli spacciati per “riforme” e, per spianare la strada a questo modo di fare, il sistema scuola è stato demolito cominciando con l’infangare l’operato di tutti coloro che nella scuola lavorano.
    D’altra parte un popolo che sa poco è facilmente gestibile e manovrabile.
    Tornando alle dimissioni di Fioramonti, condivido l’analisi fatta. Non dico che avrebbe dovuto continuare ad occupare la poltrona e tacere, ma gettare la spugna dopo soli 3 mesi non è accettabile.

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