Feltri e l’antropoide

Non soffrono di complessi di inferiorità, in molti casi sono inferiori. (Vittorio Feltri con riferimento ai meridionali)

Perché mai dovremmo andarci? A fare i parcheggiatori abusivi? (Vittorio Feltri con riferimento alla Campania)

In questi giorni abbiamo sprecato una parte del nostro tempo ad inseguire e “commentare” l’ultima sparata di Vittorio Feltri sui soliti meridionali che, a sentir lui, in molti casi sarebbero inferiori (rispetto a chi o a che cosa non è dato sapere).

Personalmente ritengo che di Feltri si possa pensare, legittimamente, tutto il male possibile meno che sia poco intelligente. Sono sicuro che ben conosca la storia recente e passata del Mezzogiorno d’Italia: sa benissimo come andarono le cose 150 anni fa e sa benissimo come sono andate negli ultimi 150 anni (in particolare per responsabilità e convenienza di chi).

Purtuttavia, per ragioni che a me sfuggono, ha deciso di ritagliarsi un ruolo istrionico che, va detto, non rende onore alla sua intelligenza.

In ciò supportato da macchiette sghignazzanti che ambirebbero a recitare il ruolo di spalla. A queste macchiette, però, va spiegato che la spalla ha il compito di porgere le battute al protagonista in modo che questi possa dare il meglio di sé. Insomma la spalla non si improvvisa, presuppone talento (si pensi a Totò e Castellani, per esempio).

Purtroppo il Feltri istrionico non è ancora riuscito a dare il meglio (nel senso del peggio!) di sé a causa della fastidiosa presenza di questi antropoidi sghignazzanti e assecondanti che, lungi dall’essere spalla, gli impediscono di sfoderare l’intero repertorio. 

A questi sghignazzanti “personaggetti”, come li definirebbe qualcuno che di istrionismo se ne intende, desidero rivolgere una preghiera: se invitate Feltri nelle vostre trasmissioni-discarica fate in modo da lasciargli il proscenio.

Vedrete che senza la vostra penosa presenza darà il meglio di sé, nobilitando il livello miserrimo della vostra conduzione ed aggiungendo una nota di sana ilarità al difficile momento che stiamo vivendo.

Il tempo in cui lo scimpanzé vive è limitato nel passato e nel futuro ed è in questi limiti temporali estremamente ristretti che bisogna cercare la differenza fra l’antropoide e l’uomo primigenio. (Wolfgang Kohler)

1 commento su “Feltri e l’antropoide”

  1. In effetti le pseudo scuse sui social di Giordano le ho trovate decisamente di facciata ed un vero e proprio insulto. Di Feltri nulla….. In Sicilia si dice “nulla mischiato a niente” (ps: evito di usare il dialetto per non sbagliare)

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