CONSIDERAZIONI AL COVID

Tal biasma altrui che se stesso condanna.

(Alcuni, biasimando gli altri, vengono a condannare se stessi)

Petrarca – Trionfo d’Amorecanto I, v. 118

In caso di emergenza sanitaria sono emesse dal Presidente della giunta regionale o dal Sindaco ordinanze di carattere contingibile ed urgente, con efficacia estesa rispettivamente alla regione o a parte del suo territorio comprendente più comuni e al territorio comunale.

Queste ordinanze spettano al Ministro della Salute se investono l’intero territorio nazionale o parte di esso comprendente più regioni.

(Legge 23 dicembre 1978, n. 833  “Istituzione del Servizio Sanitario Nazionale”)

In questo periodo contrassegnato da ansie, paure, rabbia e totale incertezza non tanto sul domani quanto sull’oggi, sono molte le domande ed i dubbi che affollano la mente. Ci si chiede, ad esempio, se tutto ciò fosse stato (almeno in parte) prevedibile e se ci siano stati segnali premonitori che non si è saputo o voluto interpretare perché l’affare del terzo millennio è rappresentato da epidemie e pandemie con annessi vaccini al seguito.

Si è visto Bill Gates, uno dei più potenti uomini d’affari del pianeta, interfacciarsi con i capi di governo di mezzo mondo (Europa compresa) mentre tra i colossi del farmaco partiva una vera e propria gara per trovare il tanto agognato vaccino: un affare gigantesco!

In questo scenario la narrazione ufficiale, a volte contraddittoria, che ha teso e tende a non allarmare “ma anche” a non rassicurare troppo, Bill Gates & C. che appaiono dei filantropi, refrain insopportabili del tipo “andrà tutto bene!”, ripetuti inviti (se non proprio imposizioni) sul distanziamento e sull’uso di mascherine ovvero un fortissimo ridimensionamento delle relazioni sociali. Ed è proprio quest’ultimo l’aspetto più devastante perché contro natura: l’uomo è “animale sociale” e tende “per natura” ad aggregarsi con altri individui (Aristotele).

Questa seconda ondata, per i più del tutto inattesa visto il “lassismo” generale che ha caratterizzato il periodo estivo, ha fatto emergere innanzitutto insofferenza e rabbia che sono andate a mescolarsi alle paure dell’ignoto. E’ questa una miscela molto pericolosa e se non si comincerà davvero a intravedere la cosiddetta “luce in fondo al tunnel” sarà difficile riuscire a controllare le reazioni della gente. Prima ancora di qualsivoglia altra necessità un individuo ha “fame di vivere”, nel senso di relazionarsi, e vuole poterlo fare sempre e comunque, è indisponibile a farsi ingabbiare in regole contro natura (altra cosa sono le regole del vivere civile) e reagisce se si tenta di farlo. Personalmente ritengo che le proteste e le reazioni, anche violente, che accompagnano questa seconda ondata sono innescate, prima ancora che da paure ed ansie, da insofferenza e rabbia legate alla “fame di vivere” cui prima accennavo.

Le regole che ci tocca osservare sono poche, certo, ma tutt’altro che semplici da applicare perché, ripeto, contro natura. Insomma siamo chiamati ad un enorme sacrificio, ancorché necessario, caratterizzato da regole di comportamento senz’altro poche e semplici da comprendere, ma obiettivamente difficili da porre in pratica per un tempo assai lungo. E se un certo tipo di comunicazione basata sull’uso responsabile di mascherine, distanziamento e quant’altro poteva funzionare (e tutto sommato ha funzionato) in occasione della prima ondata adesso, dopo un’estate trascorsa a parlare di fase 2 con una sorta di liberi tutti, risulta incomprensibile e perciò irricevibile.

In effetti questa estate, in vista delle consultazioni elettorali, soprattutto le regioni hanno sciaguratamente allentato le maglie e lasciato fare. Dal canto suo il governo, pesantemente condizionato dalla componente cosiddetta di centrosinistra sceglieva, di fatto, di non disturbare i “manovratori” delle regioni: alle elezioni bisognava assolutamente che il cosiddetto centrosinistra riuscisse a perdere meno rispetto a Salvini & C. e questo veniva prima di tutto, salute compresa.

Da campano ricordo quando Nicola Zingaretti, in piena campagna elettorale, elogiava De Luca per aver salvato la Campania dal virus. Evidentemente era convinto che il virus potesse decidere quali confini varcare e che nel caso della Campania avesse pensato bene di non oltrepassare il Garigliano per non cadere vittima del lanciafiamme di De Luca: tutto ciò sarebbe comico se non fosse tragico! Ed ecco che all’indomani delle elezioni De Luca, Zingaretti & C. scoprivano l’acqua calda: il virus c’era e correva più forte che pria!

Allora sono ripresi gli appelli alla responsabilità, distanziamenti, obbligo di mascherine sempre e comunque, è ripresa la macabra conta dei morti e delle terapie intensive al limite. Insomma un testacoda da contrordine compagni. E naturalmente chi sono i responsabili di tutto questo? Semplice, i cittadini con i loro comportamenti sciagurati, elementare Watson!      

Io penso che le elezioni regionali siano state la vera sciagura. Andavano rinviate alla prossima primavera poiché la situazione avrebbe dovuto essere gestita con serietà e non con la propaganda d’accatto e monitorata giorno per giorno. Invece, irresponsabilmente, si è bruciato il vantaggio guadagnato grazie al duro lockdown del marzo scorso e si sono sprecati mesi preziosi in una demenziale propaganda tesa a guadagnare consensi. E così è stato: De Luca, Zaia, Toti ecc. sono stati riconfermati alla grande mentre adesso i cittadini, disillusi, scoprono che in questi mesi non è stato fatto NULLA o quasi per arginare e contenere la prevedibilissima seconda ondata. Ed è bene tener presente che per legge spetta alle regioni l’organizzazione della sanità sul territorio. In particolare le regioni avrebbero potuto liberamente adottare anche provvedimenti più restrittivi rispetto a quelli proposti dal governo centrale e denunciare, dati alla mano, inadempienze e ritardi.

Ma la domanda nasce spontanea: quale presidente di regione avrebbe adottato provvedimenti più restrittivi in piena campagna elettorale?     

Mi direte: ma nel resto d’Europa non è che vada meglio! Certo, ma il governo italiano si era mosso per tempo rispetto agli altri, che ce lo hanno riconosciuto. Poi la data infausta delle elezioni regionali con propaganda annessa ha spalancato le porte a quella fantomatica fase 2 che ha significato, di fatto, un liberi tutti in vista delle imminenti consultazioni.

Mi direte: ma non è che si votasse in tutte le regioni! Certo, ma la fantomatica fase 2 doveva valere in tutta Italia, naturalmente, senza discriminazioni tra una regione ed un’altra.

Mi direte: ma era necessario dare un po’ di fiato alle attività produttive e consentire alle persone di riprendere a vivere! Certo, ma il tutto andava disciplinato con controlli a tappeto e sanzioni severe.

 Mi direte: ma la seconda ondata non era prevedibile! Invece era prevedibilissima, anche senza far ricorso a modelli stocastici. Bastava far riferimento ai dati storici di altre forme epidemiche ed affidarsi al principio di precauzione.

 Mi direte: se non ci fossero state le elezioni regionali ci saremmo salvati dalla seconda ondata? Certo che no, ma penso saremmo arrivati meno impreparati perché il governo avrebbe potuto usare maggior persuasione verso le regioni e verso i cittadini.

In questa fase le regioni (quasi tutte) hanno dimostrato la loro assoluta inettitudine rivelandosi per quello che sono: centri di sperpero e di clientele.

Sempre in questa fase il governo, stante una situazione senza precedenti, complessivamente non ha affatto demeritato, ma ha dimostrato di essere condizionato dalla componente cosiddetta di centrosinistra, troppo interessata alle imminenti consultazioni (la componente M5S non aveva chances da nessuna parte) e per questo troppo indulgente verso i riottosi “governatori”.

Ecco perché provo un sentimento di ribellione quando si tenta, per pure ragioni di comodo, di attribuire  questa seconda ondata semplicemente alla incoscienza estiva di noi cittadini.     

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