Un marziano nel paese del politicamente corretto

In tempi di menzogna universale dire la verità è un atto rivoluzionario

– George Orwell

Da cittadini consapevoli proviamo a fare un esercizio di onestà intellettuale smettendo gli abiti del “tifoso”.

Bene, supponiamo che in una data regione si debba andare al voto per l’elezione del nuovo consiglio regionale e che la commissione antimafia, visti i precedenti non proprio edificanti, abbia iscritto uno dei  candidati di una lista nell’elenco degli impresentabili. Ciò non vuol dire, beninteso, che a costui è fatto divieto di candidarsi ma che la sua candidatura sarebbe sommamente inopportuna. Ed è questo un messaggio rivolto non solo al partito di appartenenza (ammesso e non concesso che detto partito non conosca i trascorsi del candidato in questione) ma anche, e soprattutto, al cittadino elettore.  È possibile, tuttavia, che al cittadino elettore non interessi nulla del giudizio dell’antimafia perché, magari, ritiene che il candidato in questione sia solo un perseguitato dalla giustizia e che abbia fatto sempre gli interessi della comunità. E poiché, come si dice, l’elettore ha sempre ragione sarebbe la sua una scelta assolutamente legittima.

Supponiamo, allora, che l’impresentabile decida comunque di candidarsi, che il suo partito appoggi la sua candidatura e che la maggioranza degli elettori decida di sostenerlo.

Supponiamo, altresì, che il capolista sia persona gravemente malata e che pertanto è altamente probabile possa mancare molto prima di riuscire a concludere il suo mandato. Supponiamo, infine, che in lista vi sia anche qualche personaggio folcloristico, magari distintosi in campagna elettorale per voler “spezzare le reni ai froci”. E tant’è: il cittadino elettore sosterrà a maggioranza questa lista.

Tuttavia il nuovo consiglio regionale non farà in tempo ad insediarsi e ad attribuire le varie nomine che verrà funestato da due fatti drammatici, sia pure per ragioni diverse. Il Presidente della regione, già gravemente malato, verrà purtroppo a mancare mentre il Presidente del consiglio regionale, già definito impresentabile, sarà tratto in arresto con l’accusa di aver favorito la criminalità organizzata per affari legati al traffico ed alla gestione di farmaci, anche salvavita.

Nel frattempo la guida della regione passerà nelle mani di chi voleva “spezzare le reni ai froci”.

Allora, da cittadino assolutamente normale, con una intelligenza assolutamente normale e con tutta la pietà dovuta a chi è prematuramente scomparso proverei a farmi (e a fare) qualche domanda:

  • Premesso che le scelte del cittadino elettore sono sempre legittime, sarebbe troppo chiedergli di non cadere dal pero ed abituarsi a fare anche un po’ di sana autocritica nel suo esclusivo interesse?
  • Una persona gravemente malata che sia chiamata alla guida di una regione potrebbe avere grosse difficoltà nello svolgimento di un incarico così delicato e addirittura mancare molto prima di concludere il suo mandato. In questi casi sarebbe più opportuno evitare di candidarsi?
  • Una persona perbene (almeno fino a prova contraria) può guidare una lista in cui figura un impresentabile ed uno che straparla di voler “spezzare le reni ai froci”?

E sarebbe quanto mai auspicabile, per il bene di una comunità, che le stesse, ovvie domande le ponesse a sé ed agli altri qualche rappresentante delle Istituzioni.

Ma forse nel paese del politicamente corretto è meglio non farle certe domande: guai a pensare ad alta voce (o meglio, guai a pensare!) altrimenti si rischia che il cittadino elettore potrebbe “svegliarsi” e pretendere di essere considerato cittadino e non suddito e reclamare a gran voce la presenza dello Stato, di quello Stato che ha da troppo tempo abdicato al suo ruolo.

E così sia, in saecula saeculorum!

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