I soliti noti!

L’Italia non deve avallare un meccanismo che riproduce le logiche del passato, che si sono rivelate clamorosamente sbagliate. Inoltre accettare questa riforma significherebbe ridurre gli interventi innovativi decisi per fronteggiare la pandemia a un’eccezione, in attesa di tornare appena possibile a politiche che minacciano la stessa sopravvivenza dell’Unione.

-Nicola Acocella, Università di Roma La Sapienza
-Giuseppe Amari. Fondazione Giacomo Matteotti
-Davide Antonioli, Università di Ferrara
-Pier Giorgio Ardeni, Università di Bologna
-Amedeo Argentiero, Università di Enna “Kore”
-Lucio Baccaro, Max Planck Institute, Colonia
-Alberto Baccini, Università di Siena
-Simona Balzano, Università di Cassino
-Annaflavia Bianchi, economista
-Maria Luisa Bianco, Università del Piemonte Orientale
-Silvia Borelli, Università di Ferrara
-Paolo Borioni, Università di Roma La Sapienza
-Emiliano Brancaccio, Università del Sannio
-Carmelo Buscema, Università della Calabria
-Rorita Canale, Università di Napoli Parthenope
-Giuseppe Celi, Università diFoggia
-Sergio Cesaratto, Università di Siena
-Roberto Ciccone, Università Roma Tre
-Carlo Clericetti, giornalista
-Omar Chessa, Università di Sassari
-Andrea Coveri, Università di Urbino
-Marco Dani, Università di Trento
-Massimo D’Antoni, Università di Siena – Claudio De Fiores, Università della Campania Luigi Vanvitelli
-Pasquale De Muro, Università Roma Tre – Antonio Di Majo, Università Roma Tre
-Giovanni Dosi, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa
-Caterina Ferrario, Università di Ferrara
-Guglielmo Forges Davanzati, Università del Salento
-Gianfranco Franz, Università di Ferrara
-Andrea Fumagalli, Unniversità di Pavia
-Mauro Gallegati, Università Politecnica delle Marche
-Giorgio Gattei, Università di Bologna
-Stefano Giubboni, Università di Perugia
-Claudio Gnesutta, Università di Roma La Sapienza
-Marco Goldoni, Università di Glasgow
-Dario Guarascio, Università di Roma La Sapienza
-Andrea Guazzarotti, Università di Ferrara
-Valentino Larcinese, London School of Economics
-Riccardo Leoncini, Università di Bologna
-Riccardo Leoni, Università di Bergamo
-Enrico Sergio Levrero, Università Roma Tre
-Federico Losurdo, Università di Urbino “Carlo Bo”
-Stefano Lucarelli, Università di Bergamo
-Salvatore Madonna, Università di Ferrara
-Ugo Marani, Università di Napoli l’Orientale
-Massimiliano Mazzanti, Università di Ferrara
-Augustin Menéndez, Università Complutense di Madrid
-Edmondo Mostacci, Università di Genova
-Antonio Musolesi, Università di Ferrara
-Guido Ortona, Università del Piemonte orientale
-Sergio Parrinello, Università di Roma La Sapienza
-Gabriele Pastrello, Università di Trieste
-Anna Pettini, Università di Firenze
-Paolo Piacentini, Università di Roma La Sapienza
-Augusto Pianese, Università di Cassino
-Paolo Pini, Università di Ferrara
-Riccardo Realfonzo, Università del Sannio
-Fiammetta Salmoni, Università Guglielmo Marconi
-Enrico Saltari, Università di Roma La Sapienza
-Daniele Scapigliati, imprenditore
-Roberto Schiattarella, Università di Camerino
-Alessandro Somma, Università di Roma La Sapienza
-Antonella Stirati, Università Roma Tre
-Giuseppe Tattara, Università di Venezia
-Mario Tiberi, Università di Roma La Sapienza
-Leonello Tronti, Università Roma Tre
-Andrea Ventura, Università di Firenze
-Marco Veronese Passarella, Leeds University Business School
-Maurizio Zenezini, Università di Trieste
-Gennaro Zezza, Università di Cassino e del Lazio Meridionale – (5 dicembre 2020)

In piena pandemia l’Italietta, come al solito, dà il peggio di sé. Da settimane l’argomento di discussione (si fa per dire!) è costituito dal famigerato MES. Una discussione sterile, inutile e dannosa che ha il solo scopo, manco tanto nascosto, di mandare in fibrillazione ed indebolire un governo che di problemi ne avrebbe già parecchi vista la sua policroma composizione. E se questo fuoco di sbarramento provenisse (solo) dalle fila dell’opposizione la cosa sarebbe in certo senso comprensibile. Il dramma, però, è che l’opposizione vera è costituita da una larghissima fetta delle forze che fanno parte della coalizione di governo: il PD (quasi tutto), Renzi & C., alcune frange minoritarie del M5S.

Se a questi signori si aggiungono i “cani da guardia della democrazia”, alias Repubblica, l’Espresso, la Stampa, il Messaggero, il Mattino, il Tempo etc. si capisce in che razza di acque si trovi a navigare questo governo in una fase complicatissima della storia repubblicana.

Il PD segue la sua consueta strategia: consentire che altri facciano il lavoro sporco e poi ergersi a salvatore della Patria “costruendo” un esecutivo molto più prono ai suoi desiderata. Oggi il grimaldello nelle mani del PD per scassinare ciò che resta del governo è costituito da Renzi ed alcuni cani sciolti 5S. Il motivo? Semplice, è in arrivo una valanga di denaro e, comunque la si pensi, Conte, i 5S filogovernativi (quasi tutti i 5S) e LEU (per quel poco che può contare, naturalmente) costituirebbero un problema nella disinvolta gestione e spartizione delle risorse. Perciò molto meglio issare a palazzo Chigi uno dei nostri, indebolire 5S e LEU ed allargare l’intesa a Berlusconi e centristi vari, da sempre i veri alleati naturali del PD. E allora dagli col rimpasto, col MES, col cambio di passo, col parlamento delegittimato, coi De Luca a ruota libera contro governo e alcuni ministri rei di averlo richiamato ad occuparsi un po’ più di sanità e meno della partita Juventus – Napoli. In questo squallore “l’ecumenico” Nicola Zingaretti, segretario nazionale del PD nonché azionista di peso del governo, che fa? Semplice, va in giro a dettare l’agenda al governo (creando non pochi problemi e, di fatto, indebolendolo), straparla della necessità di investire in sanità e scuola o della necessità di coinvolgere le opposizioni, insomma recita la parte del “padre nobile”. Vedi, Zingaretti, se anziché straparlare a caso provassi a farti qualche domanda un po’ scomoda sarebbe un bene per te, per il tuo “partito” e soprattutto per l’Italia. Potresti cominciare col chiederti come mai oggi l’Italia si ritrovi con una scuola pubblica allo sfascio, una sanità pubblica messa peggio della scuola, disuguaglianze sociali che ricordano i tempi drammatici di Giuseppe Di Vittorio. Per darti una risposta potresti provare a chiederti chi ha governato negli ultimi 20-30 anni oltre a Berlusconi. Chiediti se forse questo non sia il risultato di tutte le pseudoriforme approvate da voi de sinistra, riuscendo finanche a fare peggio di Berlusconi.

Chiediti perché vi votano ai Parioli o al centro di Milano mentre le periferie non vi calcolano ormai da tempo e quella che una volta era la classe operaia adesso si affida a Salvini.

Chiediti perché avete perso l’Umbria, le Marche, la Liguria e perché solo per miracolo siete riusciti a tenere ancora Emilia Romagna e Toscana.

Voglio aiutarti: sai per chi votavano gli operai di Terni? Per il terribile PCI. E sai chi era il sindaco di Amelia, alle porte di Terni? Un tale di nome Luciano Lama. E sai oggi per chi votano gli operai di Terni? Te lo dico io: per Salvini. E sai oggi per chi votano gli operai della rossa Sesto S. Giovanni?  Te lo dico io: per Salvini.  E sai perché avete mantenuto, a fatica, la Toscana e l’Emilia Romagna? Te lo dico io: perché Salvini ha avuto la pessima idea di candidare due improbabili urlatrici, ma se avesse puntato su un candidato non troppo schierato e minimamente più presentabile (politicamente, beninteso) sarebbe riuscito nell’impresa. Avresti dovuto ringraziarlo per la sua ingenuità anziché straparlare di una improbabile vittoria. Certo, puoi sempre consolarti con la Campania del tuo amico De Luca quello, per intenderci, che aveva il merito di averla salvata dal virus, come tu ci hai spiegato in campagna elettorale. E tuttavia De Luca è un cane sciolto, del PD se ne frega e tu lo sai bene, ma adesso ti fa comodo per dire in giro che il PD ha stravinto in Campania. Che soddisfazione!

Vedi, essere di sinistra e fare cose di sinistra è molto scomodo: hai contro i poteri forti, ti devi confrontare con la rabbia di chi ha troppo poco e devi provare a rimettere in moto “l’ascensore sociale”.  Insomma devi fare politica, quella vera, quella che si fa stando sul territorio e non nei talk dove tutto è preconfezionato da farti apparire uno statista. Ed ancora, essere di sinistra avrebbe voluto dire sostenere lealmente questo governo di cui sei azionista di riferimento anziché indebolirlo quotidianamente nascondendoti dietro ai vari Renzi, De Luca e ad alcuni cani sciolti dei 5S. Tu ed il tuo partito avreste dimostrato senso di responsabilità, quella stessa responsabilità che in questo periodo continuate a chiedere a noi cittadini. Perché, vedi, questo governo, al netto di molti demeriti e di molte riserve, sarebbe il meno peggio sulla piazza se solo fosse davvero sostenuto da tutti coloro che ne fanno parte. E tuttavia capisco come non possiate farlo: i vostri alleati naturali sono B., centristi e poteri forti in genere. Con loro ci si intenderebbe alla perfezione, magari con un Cottarelli come primo ministro.

Tu comunque non demordere, continua a servirti di Renzi e di qualche altro scappato di casa per il lavoro sporco e vedrai che prima o poi riuscirete nella “nobile” impresa di sfasciare questo governo sempre più traballante. Poi, “per il bene del paese”, metterete in piedi un esecutivo a vostra completa immagine. Tutto ciò, naturalmente, alla faccia di noi poveri cittadini.

Saluti.

P.S.   Se hai un po’ di tempo guarda quante teste d’uovo hanno firmato un appello contro il tuo MES e magari prova a dedicarti anche un po’ alla tua regione, sempre che ti rimanga tempo.

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